In un sorprendente svolgimento degli eventi, Mohammed Ben Sulayem è stato rieletto presidente della FIA, ma non senza una nube di controversie che aleggia sulla sua vittoria. Nonostante si fosse presentato senza avversari alle elezioni, un notevole 8,5 percento dei membri votanti ha scelto di non sostenerlo, suscitando la sorpresa della comunità motoristica. Questo esito peculiare si è svolto il 12 dicembre a Tashkent, in Uzbekistan, dove è stato dichiarato che Ben Sulayem continuerà il suo ruolo di leadership per un altro mandato, presiedendo sull’influente Fédération Internationale de l’Automobile, l’organo di governo per le principali categorie motoristiche come la Formula 1, la Formula 2 e il Campionato Mondiale di Endurance.
Il contesto di questa elezione era costellato di complicazioni poiché i tentativi di Laura Villars e Tim Mayer di sfidare Ben Sulayem sono stati ostacolati dai rigorosi criteri di idoneità imposti dalla FIA. Villars, che aveva inizialmente annunciato la sua candidatura, si è trovata nell’impossibilità di assemblare la necessaria lista di sette vicepresidenti richiesta per candidarsi, una regola che ha inavvertitamente messo da parte potenziali sfidanti. Questo requisito imponeva che i candidati dovessero reperire vicepresidenti da varie regioni globali, tra cui Nord America, Sud America ed Europa, tra le altre. Tuttavia, con Fabiana Ecclestone del Brasile già nel team di Ben Sulayem, la porta si è chiusa per altri candidati del Sud America.
Mayer, che ha abbandonato la sua campagna in ottobre, ha espresso forti critiche al processo elettorale della FIA, accusando l’organizzazione di “mancanza di trasparenza” e di perpetuare una facciata di scelta democratica. Villars ha intensificato la situazione avviando un’azione legale contro la FIA, contestando la legittimità della procedura elettorale. Il suo team legale ha richiesto un’ordinanza d’emergenza a un tribunale di Parigi per fermare l’elezione, sostenendo che il processo fosse fondamentalmente difettoso. Tuttavia, il tribunale ha confermato la decisione della FIA, consentendo che l’elezione si svolgesse come previsto.
In risposta alle critiche, un portavoce della FIA ha sottolineato il loro impegno a coinvolgere i club membri su questioni critiche relative sia al motorsport che alla mobilità automobilistica, indicando che l’organizzazione rimane concentrata sul futuro nonostante le turbolenze attorno all’elezione.
Con l’inizio del suo secondo mandato, Ben Sulayem sarà affiancato da figure note tra cui Malcolm Wilson OBE, Tim Shearman e Carmelo Sanz de Barros. Le implicazioni di questa elezione, in particolare la significativa parte di membri che si sono astenuti dal votare, sollevano importanti interrogativi sullo stato di governance all’interno della FIA e sulla futura direzione della leadership del motorsport. Il dramma è tutt’altro che finito, poiché la sfida legale di Villars continua, con un’udienza programmata per febbraio 2026, assicurando che la controversia attorno a questa elezione risuonerà nei corridoi della governance del motorsport per gli anni a venire.


