In una rivelazione rivoluzionaria che potrebbe rimodellare il panorama della Formula 1, il direttore globale di Ford Motorsport, Mark Rushbrook, ha rivelato un significativo cambiamento nell’approccio del gigante automobilistico alla loro partnership con Red Bull Racing. Con l’avvicinarsi della stagione 2026, inizia un nuovo capitolo con Red Bull Powertrains che entra in scena per sviluppare le proprie unità di potenza, segnando la fine di una collaborazione altamente fruttuosa con Honda che è durata dal 2018 al 2025. Questo pivot strategico, accennato per la prima volta nel 2021, sottolinea non solo una trasformazione nella strategia operativa di Red Bull, ma anche una mossa audace verso l’indipendenza nell’agguerrito arena della F1.
Le intuizioni di Rushbrook rivelano che il coinvolgimento di Ford è evoluto in modo drammatico, assumendo un ruolo più sostanziale nella costruzione dell’unità di potenza di quanto inizialmente previsto. “La lista originale era focalizzata sulla parte di elettrificazione: la cella della batteria, il motore, l’inverter, il software e la scheda di calibrazione,” ha spiegato, indicando che il focus iniziale ruotava principalmente attorno all’elettrificazione. Tuttavia, man mano che la collaborazione progrediva, è diventato chiaro che lo sviluppo del motore a combustione era cruciale. “Quello che non ci aspettavamo, e che inizialmente non era una priorità per noi, era il motore a combustione,” ha osservato, evidenziando un cambiamento fondamentale nella strategia mentre i piani di Ford per le automobili stradali si evolvevano.
Questo cambiamento di focus è particolarmente degno di nota poiché Ford ora riconosce l’importanza di integrare la tecnologia tradizionale dei motori a combustione interna insieme alle loro innovazioni elettriche. Rushbrook ha spiegato: “Mentre lavoravamo sulla parte elettrica… abbiamo visto un’opportunità per partecipare e contribuire.” La collaborazione ha permesso a Ford di svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo di componenti per il motore a combustione, con parti fabbricate quotidianamente presso i loro stabilimenti a Dearborn e spedite per il progetto Red Bull.
Le implicazioni di questi sviluppi si estendono ben oltre Red Bull e Ford. Le nuove normative che regolano le unità di potenza della F1 sono destinate a dare inizio a una nuova era, mantenendo il formato ibrido turbo V6 da 1,6 litri, mentre alterano significativamente l’equilibrio delle fonti di energia. L’output del motore a combustione interna sarà ridotto, mentre la potenza elettrica sarà triplicata, creando una distribuzione 50-50 tra i due. Questa evoluzione nella tecnologia dei motori significa anche che il Sistema di Recupero Energetico (ERS) avrà ora la capacità di ricaricare la batteria con il doppio dell’energia per giro, mentre la F1 saluta il componente MGU-H.
La sostenibilità è emersa come una pietra miliare di questi cambiamenti, allineandosi con l’ambizioso obiettivo della Formula 1 di raggiungere emissioni di carbonio nette zero entro il 2030. L’introduzione di combustibili sostenibili avanzati, già testati in serie di livello inferiore come F2 e F3, giocherà un ruolo cruciale in questa iniziativa ecologica. Questi combustibili sono realizzati da fonti innovative come la cattura del carbonio, i rifiuti municipali e la biomassa non alimentare, garantendo il rispetto di rigorose normative ambientali.
Il fascino di queste nuove regolamentazioni sui gruppi propulsori ha attratto produttori di peso, tra cui Ford, Audi e l’imminente ingresso di General Motors, che alimenterà il team Cadillac a partire dal 2028. Mentre il panorama automobilistico continua a evolversi, le poste in gioco non sono mai state così alte, e tutti gli occhi saranno puntati su Red Bull e Ford mentre intraprendono questo ambizioso viaggio verso il futuro delle corse di Formula 1.


