In un ritorno sorprendente sotto i riflettori, Marcos Ambrose, il leggendario pilota della Tasmania, è stato immortalato nella Supercars Hall of Fame. Questa occasione monumentale si è svolta durante i Gala Awards, segnando 22 anni straordinari da quando ha guadagnato per la prima volta il prestigioso Barry Sheene Medal. Ambrose, due volte campione delle Supercars e vincitore della NASCAR Cup Series, ora si unisce ai ranghi esclusivi come il 27° insignito di questa venerata Hall of Fame.
Il lascito di Ambrose come icona Ford durante l’era delle V8 Supercars è innegabile. Ha svolto un ruolo cruciale nel ripristinare la supremazia della Ford rompendo il dominio di cinque anni del Holden Racing Team mentre guidava per la Stone Brothers Racing. La sua induzione è stata un momento commovente, reso ancora più speciale quando è stato onorato dal grande del motorsport Mark Larkham. Nel suo discorso di accettazione, Ambrose ha espresso la sua gratitudine, affermando: “Sono molto umile per questo premio. Non avrei mai immaginato in un milione di anni di poter arrivare anche solo alle Supercars, e essere qui nella Hall of Fame.”
Riflettendo sulla sua amicizia con il compianto Barry Sheene, Ambrose ha lodato il recente vincitore del Barry Sheene Medal, Broc Feeney, dichiarando: “Vedere il premio assegnato a una persona meritevole come Broc è incredibile.” Il suo percorso nello sport, che va dal 2001 alla fine del 2005, è stato costellato di momenti indimenticabili. “Mi sento così accolto nel tornare nel garage delle Supercars, ed è speciale,” ha osservato, evidenziando la camaraderie che lo sport promuove.
La carriera di Ambrose è segnata da risultati impressionanti, tra cui otto piazzamenti sul podio e una vittoria in gara nel suo anno di debutto. È rapidamente diventato un concorrente formidabile, conquistando il suo primo titolo di campione nel 2003 e difendendolo con successo nel 2004 con un’incredibile serie di 11 vittorie. Sebbene abbia mancato di poco un terzo titolo consecutivo nel 2005, la sua uscita dall’Australia è stata niente meno che spettacolare, aprendo la strada a una carriera di successo nella NASCAR Cup Series con due vittorie all’attivo.
Anche dopo un’assenza di dieci anni, Ambrose ha fatto un breve ritorno sulla scena delle Supercars, competendo in cinque round con il DJR Team Penske nel 2014 e nel 2015. Il suo iconico periodo a tempo pieno presso la Stone Brothers Racing è stato caratterizzato dai colori accattivanti di Pirtek, che sono diventati leggendari tra i fan.
In una battaglia personale, Ambrose ha affrontato un momento difficile quando gli è stato diagnosticato un cancro colorettale, ma la sua resilienza è emersa mentre tornava nel paddock con il suo sorriso caratteristico. Recentemente, ha assunto il ruolo di “Fanbassador” al bp Adelaide Grand Final, trascorrendo del tempo di qualità con sua figlia, Tabitha.
I Gala Awards hanno fornito una piattaforma adeguata per Ambrose per riunirsi con i suoi ex proprietari di squadra Ross e Jim Stone, consolidando ulteriormente la sua eredità nella comunità del motorsport. Con i suoi commenti sentiti sullo stato attuale dello sport, ha osservato: “Lo sport è in ottime mani. Abbiamo alcuni giovani piloti straordinari in arrivo. La macchina Gen3 è stata certamente implementata e tutti i problemi sono stati risolti. Abbiamo anche un nuovo formato straordinario.” Ha affermato con orgoglio: “Per dimensione della nostra popolazione, non credo ci sia un campionato migliore in nessuna parte del mondo.”
L’induzione di Marcos Ambrose nella Hall of Fame è più di un riconoscimento del suo passato; è una celebrazione del suo impatto duraturo sul motorsport e una testimonianza dello spirito delle corse che continua a prosperare. La sua storia risuona con i fan e i piloti aspiranti, fungendo da potente promemoria della passione e della dedizione che definiscono il mondo delle Supercars.


