I cieli più oscuri della NASCAR: Cinque tragedie aeree e quasi incidenti che hanno scosso il mondo delle corse prima dell’incidente aereo di Greg Biffle.

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La comunità NASCAR è sconvolta dalla tragica perdita di Greg Biffle, uno dei 75 migliori piloti dello sport, che è stato ucciso in un devastante incidente aereo. Questo evento doloroso serve come un cupo promemoria che il mondo delle corse di stock car è stato macchiato da simili tragedie aeree in passato. Poiché i piloti navigano frequentemente nei cieli per partecipare a più eventi durante la stagione di corse, i rischi del volo hanno purtroppo reclamato vite e lasciato cicatrici nello sport. Il nome di Biffle si unisce ora a un elenco triste di icone NASCAR colpite da disastri aerei, evidenziando la natura pericolosa della loro professione.

Uno degli incidenti più inquietanti si è verificato nel 1993 quando l’ex campione della NASCAR Cup Series Alan Kulwicki ha perso la vita in un incidente aereo. Kulwicki, noto per la sua iconica auto #7 Hooters, stava viaggiando con due dirigenti della Hooters da Knoxville quando la tragedia è colpita. Il 1 aprile, mentre il loro Swearingen Merlin III si avvicinava all’aeroporto di Tri-Cities vicino a Bristol, l’aereo ha subito un guasto al motore a causa di ingestione di ghiaccio. L’incidente ha causato la morte di tutte e quattro le persone a bordo, incluso Kulwicki, segnando un capitolo oscuro nella storia della NASCAR.

Solo pochi mesi dopo, il mondo NASCAR è stato nuovamente scosso dalla morte di Davey Allison, che è perito in un incidente in elicottero il 12 luglio 1993. Allison, un pilota celebrato con 19 vittorie nella Cup Series, era diretto al Talladega Superspeedway con il collega pilota Red Farmer per assistere a una sessione di prove. L’elicottero, che Allison aveva acquistato solo poche settimane prima, è precipitato vicino al garage della Cup Series. Mentre Farmer è sopravvissuto con gravi ferite, la vita di Allison è stata tragicamente interrotta, approfondendo ulteriormente il senso di perdita all’interno della comunità delle corse.

Il crash aereo della Hendrick Motorsports nel 2004 è uno degli incidenti di aviazione più devastanti nella NASCAR. Il 24 ottobre, un Beechcraft Super King Air 200 è precipitato vicino a Bull Mountain, Virginia, dopo aver mancato la sua destinazione di atterraggio. L’incidente ha causato dieci vittime, tra cui diversi membri chiave della famiglia Hendrick: il figlio di Rick Hendrick, Ricky, il fratello John e le nipoti gemelle Kimberly e Jennifer erano tra le vittime. Remarkably, Rick Hendrick non era a bordo del volo a causa di una malattia, ma la notizia di questa calamità ha devastato la squadra e i suoi piloti, che hanno appreso della tragedia solo dopo che la loro gara era terminata.

In un incidente sfiorato nel 2011, Rick Hendrick e sua moglie, Linda, hanno affrontato un’esperienza angosciante quando il loro Gulfstream 150 ha perso i freni ed è uscito di pista all’aeroporto internazionale di Key West. Fortunatamente, questa volta, tutti i passeggeri sono sopravvissuti, anche se Rick ha subito una costola e una clavicola rotte, mentre Linda ha riportato ferite lievi. Questo quasi incidente ha servito da monito netto sui pericoli insiti nell’aviazione, anche per coloro che sono abituati a navigare nei cieli.

Più recentemente, nel 2019, l’ex campione della NASCAR Xfinity Series due volte, Dale Earnhardt Jr., e la sua famiglia sono stati coinvolti in un spaventoso incidente aereo. Mentre volavano dall’aeroporto municipale di Elizabethton all’aeroporto regionale di Statesville, il Cessna Citation 680 ha perso il carrello d’atterraggio destro all’atterraggio, causando un incidente che ha innescato un enorme incendio. Fortunatamente, tutti a bordo—compresi Earnhardt Jr., sua moglie Amy, la loro figlia Isla e il loro cane Gus—sono scampati all’incidente, anche se il National Transportation Safety Board ha successivamente attribuito l’incidente a un errore del pilota.

Mentre la comunità NASCAR affronta queste tragedie passate e la recente perdita di Greg Biffle, è chiaro che i cieli possono essere pericolosi quanto la pista. Ognuno di questi incidenti serve da potente promemoria dei rischi che i piloti affrontano oltre il rombo dei motori e l’emozione della competizione.

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