Con l’arrivo della stagione MotoGP 2026 all’orizzonte, l’ex stella delle corse Andrea Dovizioso è tornato sotto i riflettori, offrendo un’analisi sincera e perspicace della feroce competizione che ci attende. In un’intervista esclusiva con La Gazzetta dello Sport, Dovizioso, che attualmente ricopre il ruolo di Test Rider e Rider Performance Advisor per Yamaha, analizza le sfide ad alto rischio che attendono il produttore giapponese mentre si prepara per un anno cruciale.
Dovizioso non usa mezzi termini quando parla del campione in carica, Marc Márquez, che continua a considerare come il punto di riferimento indiscusso nella corsa al titolo. Tuttavia, il pilota esperto riconosce anche le minacce emergenti che potrebbero interrompere il dominio di Márquez. Sottolinea il talento in ascesa di Marco Bezzecchi dell’Aprilia, affermando: “A vedere come sta fisicamente Marc Márquez. Dobbiamo capire se il suo ultimo infortunio lo influenzerà. Se Marc non abbassa il suo rendimento, torneremo in pista per la stagione 2025.” Le poste in gioco sono alte e Dovizioso crede che la competizione sia più temibile che mai. “I risultati non saranno gli stessi perché, a mio avviso, i rivali di Márquez saranno pronti,” aggiunge, sottolineando che il potere inaspettato mostrato dai rivali la scorsa stagione potrebbe rendere la vita significativamente più difficile per Márquez.
Rivolgendo la sua attenzione a Yamaha, Dovizioso fa luce sulla strategia audace che il marchio ha adottato. “Si è deciso di intraprendere un percorso complesso: abbiamo anticipato il progetto di un anno rispetto alla nuova normativa,” spiega. Questa decisione ambiziosa, sebbene carica di sfide, è vista come una scommessa necessaria per accelerare lo sviluppo. Anche se ammette che Yamaha potrebbe iniziare la stagione in una posizione “non ideale” per la contesa al campionato, Dovizioso insiste sul fatto che questo cambiamento strategico è fondamentale per la competitività futura.
Riflettendo sulle sue esperienze passate, ricorda le difficoltà affrontate sia dalla Honda che dalla Ducati nei rispettivi periodi di crisi. “Mi è successo prima con Honda e poi con Ducati,” ricorda, tracciando paralleli con la situazione attuale. Le lezioni apprese da quei periodi tumultuosi influenzano la sua visione mentre la Yamaha affronta le proprie sfide nello sviluppo.
La conversazione si sposta anche sul promettente debutto di Toprak Razgatlioglu con Pramac Yamaha. Dovizioso esprime una visione pragmatica sulle aspettative riguardanti il pilota turco, riconoscendo che, sebbene possano essere elevate, la prossima stagione servirà come una fase di apprendimento critica. “Credo che le aspettative su Toprak siano eccessivamente alte,” ammette, ma rimane ottimista riguardo al potenziale di Razgatlioglu di adattarsi e prosperare sotto pressione.
Avvicinandosi all’età significativa di 40 anni, Dovizioso nutre ancora sogni di gloria nel campionato con Yamaha, riconoscendo che il 2026 potrebbe non essere l’anno immediato per realizzare quella ambizione. “Ho molti sogni. Per quanto riguarda Yamaha, l’obiettivo è tornare a vincere il Campionato del Mondo,” afferma, accennando agli obiettivi a lungo termine che vanno oltre i semplici risultati.
Dovizioso condivide anche il suo entusiasmo per una nuova iniziativa, il progetto 04 Park, che descrive come impegnativo ma gratificante. Con piani per competere nel Campionato Italiano e infine nel Campionato del Mondo, sottolinea la necessità di un impegno finanziario strategico per rendere tutto ciò fattibile. Conclude con un cenno alla sua passione per il motocross, esprimendo il desiderio di soddisfazione personale nelle sue imprese motociclistiche, anche se non portano a riconoscimenti significativi.
Mentre il panorama della MotoGP si prepara per un altro capitolo emozionante, le intuizioni di Dovizioso riflettono non solo una profonda comprensione dello sport, ma anche una passione duratura che continua a spingerlo avanti. La prossima stagione promette di essere un campo di battaglia di abilità, strategia e ambizione incrollabile, con ogni pilota che punta al premio finale in questa incessante ricerca della gloria.


